#sdbawards e #digitalsaleslab, questi gli hashtag piloti dell’evento conclusivo del Master in Social media marketing promosso da Sqcuola di Blog e che si è tenuto a Parma, presso Palazzo del Governatore dal 26 al 28 ottobre 2018.

L’evento ci ha riservato una sorpresa dietro l’altra: iniziando dalla mattina di venerdì con una collezione di seminari e interventi legati alla digitalizzazione delle imprese e proseguendo nel dopo pranzo con una serie di “duelli” sul palco, in cui importanti professionisti del settore digital hanno affrontato e risposto alle argute domande dei padroni di casa.

Uno degli interventi si è intitolato “Nuovi modelli di Business per le aziende italiane”. È stato presentato da Alberto Giusti, laureato in Economia di impresa al Politecnico di Torino, partner dell’agenzia Guanxi, esperto e formatore sul tema della Digital Transformation. Alberto oggi è anche autore, insieme al preside emerito di Sqcuola di Blog Andrea Alfieri, del testo “Digital Tailor. Modelli sartoriali per professionisti social e digital”.

Libro Digital Tailor - Modelli sartoriali per professionisti social e digital

Come ci ha spiegato Alberto, siamo entrati in un periodo in cui i cosiddetti schemi tradizionali non sono più sufficienti. Per essere oggi un’azienda e riuscire ad entrare nel cuore degli investitori e dei consumatori non bastano più le pagine bianche, ma è indispensabile un elemento distintivo quale una forte presenza digitale.

Siamo anche nel periodo delle startup di massa: “quando saltano gli schemi, le persone iniziano a fare startup”. Secondo Alberto però, per diventare aziende che fanno la storia del proprio settore, l’essere presenti non è sufficiente. È necessario innovare e intercettare il mercato giusto.

Per questo motivo, solo poche startup riescono a raggiungere lo status di Unicorn, definizione coniata dalla rivista Fortune all’inizio del 2015 per indicare quelle aziende che in brevissimo tempo riescono a rovesciare gli schemi del proprio settore e a raggiungere una valutazione economica superiore al miliardo di dollari.

 

Sebbene in tutto il mondo – dalla Cina alla Silicon Valley – il numero di Unicorn solo nel 2018 sia già superiore a 8, per il mercato italiano la situazione è ben diversa. Le nostre aziende infatti non hanno ancora realmente colto le opportunità offerte dalla rivoluzione digitale. Secondo Alberto, è quindi più utile consolidare le realtà già esistenti e incentivarle a intraprendere un percorso di crescita digitale.

Ma come fare?

  1. Il primo passo potrebbe essere entrare nelle reti già esistenti come, ad esempio, quelle di e-commerce. Perché infatti spendersi nel creare un proprio mercato e una propria rete di commercializzazione quando esistono molte realtà – Amazon in primis – che già possiedono il primato di efficienza in tal campo?

L’importante è proprio intercettare il mercato giusto, ha proseguito Alberto: “chi prima entra della rete di vendita del proprio settore, prima vince”.

2.Un altro aspetto fondamentale è fare capire all’utente che cosa sta cercando. Bisogna infatti tenere conto del fatto che “il processo di acquisto è un processo di ricerca di informazioni”. Nel mondo online questo dato si rivela particolarmente vero anche per beni molto costosi come, ad esempio, il settore degli yacht di lusso. Diventa quindi fondamentale offrire all’utente le giuste informazioni nel giusto momento, guidandolo nelle sue scelte e intercettandone i bisogni.

 

  1. Una frase che ci ha colpiti è stata: ”se una cosa non l’ha ancora mai fatta nessuno un motivo c’è”. Come ci ha mostrato Alberto, non sempre tentare nuove strade si rivela essere la scelta giusta. Una strategia vincente può diventare anche quella di guardare ai competitor, dove e come questi si posizionano nella rete di vendita online. Si pensi ad esempio al successo del modello di business creato dai fratelli Samwer in Germania: dal 1999, i tre fratelli hanno dato vita a startup per poi rivenderle con cospicui profitti, il tutto facendosi ispirare dalle migliori idee di business già presenti in rete (Facebook, Groupon, Amazon, solo per citarne alcune). Dunque, se un modello esiste e ha successo, è lecito seguirne le tracce e in seguito intraprendere un proprio percorso.

 

Al termine dell’intervento, sono iniziate le domande del pubblico e uno dei presenti ha chiesto al relatore: “ma, in definitiva, come si fa a vincere la resistenza che spesso le aziende italiane oppongono alla trasformazione digitale?

 

Abbiamo discusso insieme ed è stato riportato l’icastico esempio proveniente dalla prima rivoluzione industriale, in cui i gruppi luddisti sabotavano i macchinari dell’industria, vedendo  nei nuovi strumenti una minaccia per i propri posti di lavoro. Alberto ci ha invitato a considerare come da sempre sia presente nell’uomo l’innata tendenza a considerare il progresso e il cambiamento come un pericolo.

 

D’altra parte, i docenti ci hanno invitato a prendere in considerazione ciò che emerge da alcuni studi recenti, secondo i quali “ogni nuovo posto nell’high tech crea altri sei posti di lavoro”. Questo dato, insieme a un’adeguata attività di informazione sui benefici della trasformazione digitale, potrebbero contrastare le false credenze e a resistenza al cambiamento delle aziende.

 

Al termine della discussione, Alberto Giusti, assieme ai docenti di SQcuola di Blog, ci ha infine ricordato che nessuna idea o strategia può funzionare senza avere delle fondamenta solide e che queste possono basarsi solamente sui dati:

“Senza dati sei soltanto un’altra persona con un’opinione”

Citazione W.Edwards Deming

 

AUTORI:  Leonardo Damen, Federica Mari, Sara Salvi, Teresa Johanna Palombo

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