Da homo sapiens a uomo digitale

Chissà se l’homo sapiens si sarebbe mai immaginato che la sua evoluzione sarebbe stata la robotica e che al posto di gesti e segni ci sarebbe stato un linguaggio fatto di social media!

Certo è che da quando si disegnavano segni sugli alberi e non vi era l’uso della parola, di passi ne sono stati fatti, eccome!

Al solo pensiero viene da sorridere se si mette a confronto un uomo rude, vestito solo di una microgonnella di pelle e senza alcun tipo di cultura, e un uomo di oggi, in una mise più formale, con avanti a sé infiniti apparecchi tecnologici, dal pc, allo smartphone, da auricolari e cuffie al tablet.

È cambiato il mondo ed è cambiato nel corso della storia il ruolo dato alle persone.

Anche il marketing allora non poteva che cambiare insieme a lui.

Le 4 P del marketing mix tanto enunciate da Kotler che vedevano protagoniste il prodotto, il prezzo, la distribuzione e la promozione, si arricchiscono di un nuovo tassello, le persone.

Viene riconosciuta l’importanza dell’aspetto umano e dei valori emozionali e questo ci fa pensare che, pur avendo fatto progressi nel mondo del digitale, forse non siamo così diversi da quell’homo sapiens preistorico.

La nuova frontiera quindi? Mettere al centro le persone e ascoltare il cliente.

Travolti da un destino tecnologico: quando i social media incontrano il marketing

Social media network

Thomas Mann ha scritto: “L’evoluzione è un destino”.

Ogni processo evolutivo che si rispetti porta con sé dei cambiamenti. L’uomo è passato dal vivere in una caverna vestito con foglie e gonnellini di pelle, ad avere un lussuoso attico in un grattacielo di cento piani. Anche gli strumenti e la tecnologia sono cambiati radicalmente: se accendevamo un fuoco con le pietre focaie, le più moderne tecniche produttive ora ci forniscono i fornelli elettrici.

Se la comunicazione era affidata al classico telefono dei film anni ’80, cornetta e cavo spiralato, ora ci è consentito comunicare con un solo click dei più moderni smartphone e tablet. Che il nostro destino sia legato al mondo digitale è presto detto! Applichiamo lo stesso tipo di indagine anche al mondo del marketing e dei social media.

Mentre il marketing tradizionale nasceva con una propria etica e un preciso modus operandi che non dava priorità al punto di vista del cliente, negli ultimi anni l’avvento di Internet e la presenza massiccia di svariati social media hanno inevitabilmente modificato le regole del gioco e rivoluzionato il rapporto tra le parti.

Si aprono nuove frontiere: all’avanzamento tecnologico dei mezzi di comunicazione si affiancano sistemi di corrispondenza e condivisione online come Facebook, Instagram, Linkedin e Youtube e il progresso sembra non volersi arrestare. Come si stanno adeguando le aziende, i clienti e i social media manager?

Analizziamo insieme tutte le variabili coinvolte, cercando di mettere in evidenza come nel 21esimo secolo le persone siano obiettivi al centro del social media marketing.

Il nuovo marketing open minded incentrato sul cliente

Stretta di mano tra azienda e cliente

Quello che oggi possiamo affermare è che il potere non è più in mano alle aziende, ma alle persone. Tutti i processi organizzativi e strategici vengono incentrati sul cliente, ma soprattutto sull’esperienza che esso vive nel complesso viaggio della customer journey. Puntare sempre più all’engagement, coltivare le relazioni e mettere in primo piano il rapporto umano. Questa sembra essere la tendenza del futuro.

Ecco perché diviene fondamentale conoscere con precisione il proprio cliente per riuscire ad ottimizzare al meglio il risultato finale. Allo stesso tempo però bisogna essere sempre più open-minded e disposti non solo al cambiamento, ma talvolta riuscire ad anticiparlo e a seguirne gli sviluppi.

Grazie ai social media e a internet sempre a portata di click, il processo decisionale di acquisto si è trasformato in tanti micro-momenti dove le persone cercano informazioni e leggono recensioni ogni volta che ne hanno bisogno. Ma soprattutto, i clienti di oggi ricercano consigli in altri clienti, piuttosto che basarsi sui giudizi dell’azienda stessa.

I social media passano così da puro strumento di promozione e vendita a strumento di relazione e confronto. Marketing e social media non sono più due mondi separati, ma diventano una cosa sola, al fine di creare una strategia il più possibile efficiente ed efficace.

Sapere come si genera, si comunica e si trasferisce valore ai clienti divengono le prerogative del marketing, che si uniscono ai nuovi aspetti dei social media riguardanti la misurabilità degli indicatori in tempo reale, una sempre più precisa targetizzazione e un completo coinvolgimento del cliente.

Linee guida per il social media manager del futuro

Spirale di icone social media

Tutti questi cambiamenti porteranno inevitabilmente all’evolversi di molte figure professionali. La fusione del marketing con il mondo dei social media per esempio rivoluzionerà la figura del social media manager.

Non si tratterà solo di analizzare i social media, di studiarne logiche e funzionamento e visionarne i report, ma bisognerà far fronte ad una vera e propria strategia studiata in tutto e per tutto insieme al cliente.

Il piano marketing, prima oggetto di lavoro soltanto dei business manager, diventerà il pane quotidiano del nuovo social media manager che dovrà renderlo sempre più strutturato e articolato, ma soprattutto dovrà declinarlo in tutti i social media, tenendo conto della strategia e degli obiettivi a monte dell’azienda stessa.

Le fredde mail verranno sempre più sostituite da nuove piattaforme di condivisione e dialogo, il blogging sarà la nuova frontiera per approfondire i contenuti e imprescindibile sarà il ricorso alla Seo per farsi trovare in rete dai potenziali clienti. Ci sarà il ritorno preponderante del sito web come vetrina per il cliente, con una posizione di rilievo assegnata alla landing page. E la centralità dello smartphone ci porterà a dare sempre più peso al visual. Immagini e video spesso andranno a sostituirsi alle parole, altre volte invece ne faranno da corredo in un vero e proprio progetto di storytelling.

Bè, a pensarci bene sembra proprio che il nostro homo sapiens iniziale, ora indossi una bella giacca comoda e un paio di sneakers, abbia uno smartphone con il quale lavorare da remoto su svariate piattaforme e si incontri al bar con i suoi clienti per fissare una strategia sorseggiando caffè.

Che dite, vi ci vedreste bene in questi panni?

 

Articolo di Francesco Bacci, Milena Cuomo, Silvia Fiorini e Vittoria Cossu

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