Incontrarsi, scontrarsi e discutere sulle leve che condurranno le aziende italiane verso un futuro digitale: se volessimo riassumere cos’è stato il Digital Sales Lab non ci sarebbero parole migliori.

Organizzato da Gruppo Len a Parma il 26 Ottobre, questo evento è nato con lo scopo di riunire alcune tra le più importanti personalità del mondo digital per parlare insieme dei temi più caldi di questo settore, dalla formazione alla farmaceutica, fino ad arrivare alla stravagante e innovativa coppia beni di lusso e videogame.
Nel corso di un pomeriggio tutto dedicato alla “disruptive innovation”, abbiamo avuto la fortuna di ascoltare il dibattito tra Marisandra Lizzi, fondatrice e direttrice di I-Press e Valentino Magliaro, PR Manager presso Gruppo Spaggiari Parma e Leader dell’Obama Foundation in Italia, che ci hanno parlato del loro modo di vivere e intendere l’evoluzione delle Pubbliche Relazioni a seguito della rivoluzione digitale.

Marisandra Lizzi e Valentino Magliaro

Partendo, quindi, dall’interessante e quanto mai provocatoria affermazione “Trust me, PR is Dead”, tratta dal libro di Robert Phillips, il dibattito si è incentrato intorno a questa domanda: “Che cosa sono oggi le Pubbliche Relazioni? E come possiamo sfruttarle in un mondo che ormai è tutto digitale?”

Cosa sono le pubbliche relazioni?

Cosa si intenda per pubbliche relazioni ormai è chiaro: una serie di attività di comunicazione volte a creare relazioni tra enti, istituzioni, aziende e singoli individui. Questa spiegazione, però, risulta spesso povera e poco personale, ecco perché la prima domanda posta agli ospiti riguardava proprio la loro visione delle pubbliche relazioni.

Marisandra Lizzi ha dato un’interessante definizione: “lettura e scrittura come sogno, ma messe al servizio del digitale”, unendo così due passioni che l’hanno caratterizzata fin dalla più tenera età, sviluppandole e dandogli valore. In seguito, le ha concretizzate applicandole nel nuovo mondo digital. Le PR hanno quindi, per lei, l’obiettivo di costruire ponti tra mondi diversi generando un rapporto di fiducia.

La fiducia diventa protagonista delle relazioni, ponendosi come base indispensabile per chi vuole intraprendere questo percorso. La generazione della fiducia è, infatti, il tema centrale su cui verte il mestiere del PR e si sviluppa tramite la creazione di una leadership pubblica, in cui il PR lavora con gli altri e produce insieme a loro. Fondamentale si rivela l’ascolto, per comprendere i valori dei propri interlocutori e farsi portavoce dei loro bisogni e delle loro idee. Soltanto tramite l’ascolto è possibile “aumentare l’eco”, ovvero espandere la propria community e la propria rete di conoscenze.

Cosa deve fare ogni giorno un buon PR

Dopo aver compreso cosa sono le public relation per Marisandra e quali i suoi pilastri cardine, Valentino Magliaro ci ha svelato la sua tecnica: cercare ogni giorno di conoscere almeno una persona nuova. Ai più potrà sembrare un’impresa difficile, forse addirittura impossibile, ma un bravo PR deve essere sempre in giro, a contatto con la gente. Secondo Valentino sono due le caratteristiche da sviluppare se si vuole fare strada in questo campo:

  1.      Incontrare persone, saper stare con loro creando un rapporto empatico se non addirittura simpatico
  2.      Riuscire a comunicare con tutti

Ricordiamoci che un incontro può risultare interessante, ma non è tutto, potrebbe non essere abbastanza. Secondo Valentino, se allarghiamo la nostra community e facciamo incontrare altre persone, il valore della comunicazione aumenta, perché abbiamo creato valore tra individui che prima non si conoscevano e grazie ad un incontro possono instaurare un nuovo contatto, una nuova relazione. Se poi si instaura anche un rapporto di fiducia, di cui si parlava precedentemente, è fatta.

In sintesi, il lavoro del PR deve essere visto come un ciclo che non ha mai fine.

Fare comunità

L’utilità delle PR nelle aziende

La domanda è sorta (quasi) spontanea: il modello utilizzato dai PR può essere utile a qualsiasi tipologia di azienda? La risposta da parte degli intervistati è stata affermativa ma con un appunto preciso: “sì è utile ma solo se c’è crescita e confronto privo di pregiudizi e un’assoluta dedizione all’interlocutore”.
Il PR si muove, infatti, tra aziende, istituzioni, stakeholder, mercato, comunità, singoli individui con l’obiettivo di generare dei rapporti. Qualsiasi azienda, per evolvere, ha bisogno di creare connessioni, è quasi obbligata a comunicare con l’esterno, creando fiducia nei propri interlocutori. Se ne deduce che il nuovo ruolo di pr può portare beneficio a qualsiasi azienda e settore per evolversi.

Essere disruptive nelle PR

Come detto precedentemente, il filo rosso del pomeriggio passato con Digital Lab era “disruptive innovation”.  Ai due ospiti sono stati chiesti due esempi di come portare un’innovazione disruptive nel loro mestiere.
Marisandra ha mostrato un esempio molto concreto riguardante una problematica incontrata nella sua carriera: la difficoltà del far parlare i giornalisti di e-commerce. La soluzione? “Se non riusciamo a far parlare i giornalisti di e-commerce, convinciamo un giornalista ad acquistare online per un intero anno”.

Valentino, al contrario, ci ha parlato del suo personale approccio che consiste nel paragonare lo scambio tra due interlocutori a un arcobaleno.
Ogni colore dell’arcobaleno corrisponde a un momento della comunicazione:

  •         Viola: indica il mistero, l’attimo antecedente alla conversazione.
  •         Indaco: rappresenta le idee di ciascun interlocutore
  •         Blu: è la conoscenza, il sapere che ognuno ha e che può condividere arricchendo l’altro
  •         Verde: indica la condivisione
  •         Giallo: è il colore della fiducia, che deve porre le fondamenta del rapporto
  •         Arancione: l’azione, ovvero il momento reale dello scambio

E infine il rosso che corrisponde al successo della relazione.

Questo modello porta a un confronto aperto, privo di pregiudizi.

In definitiva, è la dedizione all’interlocutore a essere il modello da esportare.

Nuove idee

Allora, chi è il Digital PR nelle aziende?

Incontro, ascolto e dedizione sono quindi le parole chiave che allora come oggi distinguono le Pubbliche Relazioni. Come si possono sfruttare queste competenze all’interno di un’azienda?

Se c’è una cosa su cui Valentino e Marisandra si sono trovati d’accordo, è proprio sul ruolo che un digital PR deve avere all’interno dell’asset aziendale: il pivot. Come avviene in ambito sportivo, il nostro digital pivot sarà l’elemento della squadra attorno al quale tutti ruotano per poter andare a segno e vincere la partita. In pratica, il suo ruolo sarà essenzialmente quello di giocare come avanguardia aziendale, gestendo la partita e intessendo relazioni che siano in grado di far chiudere contratti ai propri colleghi.
E cos’è un buon contratto se non una meritata vittoria in una partita fatta di relazioni?

Lavoro di squadra

Il ruolo del pivot, però, non è solo questo e non si limita a creare relazioni all’esterno dell’impresa. Tornando al nostro paragone sportivo potremmo, infatti, dire che per vincere un match non serve solo avere i migliori giocatori, ma, anche, e soprattutto, una squadra coesa e affiatata. In tal modo, all’interno del team ognuno conosce alla perfezione il suo compito e collabora con gli altri sulla base di questo, rispettando la complementarietà dei diversi ruoli e ascoltando le direttive dell’allenatore. Il nostro pivot, avrà dunque l’importantissimo compito di far comunicare tra loro gli altri giocatori e il mister con essi, dando a ognuno l’opportunità di esprimere al meglio le proprie capacità e sfruttando le differenze di ruoli a proprio vantaggio. Da un punto di vista aziendale, quindi, il digital PR dovrà  far comunicare non solo i dipendenti (i nostri giocatori) tra loro, ma anche il titolare (l’allenatore) con tutta la squadra, divulgando e distribuendo in tutta l’impresa quelle che sono le regole e i valori che la contraddistinguono.


In conclusione, le professioni delle comunicazioni sono oggi più dinamiche di quanto non siano mai state. Con il mutevole panorama dei media, la pletora di canali e strumenti digitali e la crescente influenza delle preferenze e delle aspettative del pubblico, i professionisti delle Pubbliche Relazioni devono evolversi continuamente o affrontare l’antiquariato.

Valentino Magliaro e Marisandra Lizzi suggeriscono che l’apprendimento e l’adattamento debbano essere abbracciati, in un ambiente mediatico in cui il cambiamento costante è la norma e in cui il ruolo del professionista delle PR continua ad espandersi ed evolvere. Lo sviluppo professionale continuo sarà sempre più essenziale per i professionisti delle pubbliche relazioni a tutti i livelli di esperienza.


Cosa abbiamo capito alla fine e cosa ci portiamo a casa da questo intervento?

Da questo intervento abbiamo ben compreso che i professionisti delle relazioni pubbliche sono “comunicazioni chiave”, attivisti nel mercato delle idee che sono una forza positiva quando si comportano come veicoli di informazione ed equa discussione.

 

AUTRICI: Marianna Lana, Deborah Graci, Angelica Marangelo, Eleonora Zoccoletti

 

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