C’era una volta il curriculum vitae e oggi non c’è più. Così ha inizio la storia di una generazione che della rete ha fatto un luogo di incontro, discussione, ma soprattutto di opportunità.

Se un tempo la ricerca del lavoro era affidata a carta e telefono, oggi nuovi strumenti di comunicazione hanno portato a una rivoluzione nel mondo delle human resources. Il lavoro? Si cerca – e si trova – online, anche per chi fa un mestiere assai lontano dal mondo del web.

I canali sono i più disparati: social network, blog e forum sono soltanto alcuni dei “luoghi” in cui raccontarsi come professionisti, incontrare aziende e potenziali clienti, fare rete con i colleghi e sviluppare progetti. It’s personal branding, baby!

Tutto chiaro, tutto bellissimo: addio caro, vecchio cv, noi andiamo verso il futuro. Ma questo futuro, esattamente, dove si trova?

Perché i social non sono tutti uguali

 Il futuro che dai curricula muove verso il personal branding passa dai social media. È davvero necessario essere presenti sui social per fare personal branding? La risposta è sì, è necessario. Il perché è facile da intuire: sui social ci sono tante persone e tante aziende. Dove esattamente, è un’altra questione, ma l’importante è avere una piattaforma, un luogo virtuale in cui poter raccontare la propria storia, le proprie competenze, i propri valori e intorno al quale raccogliere la propria audience: sta poi a ciascuno trovare il canale a sé più congeniale e più vicino ai propri obiettivi.

Facebook è molto frequentato, ma proprio per questo farsi notare potrebbe essere difficile. In passato era sufficiente avere tempo e capacità di creare contenuti utili o virali, adesso è meglio aggiungere un budget per fare pubblicità e farsi trovare. Perché Edgerank, l’algoritmo di Facebook, filtra i contenuti da mostrare in base alla profilazione dei propri interessi, like e interazioni.

LinkedIn è un altro luogo adatto a coltivare il personal branding: è il social network professionale più diffuso in Italia. Non deve essere considerato, però, solo un posto dove parcheggiare un bel curriculum, ma soprattutto la vetrina nella quale mostrare le competenze: partecipando alle discussioni, esprimendo opinioni e pubblicando notizie pertinenti con i propri interessi.

Facebook vs LinkedIn

 Per riuscire a sviluppare una social media strategy efficace e coerente con la propria brand identity, è fondamentale conoscere Facebook e LinkedIn. I due social network sono tra i più utilizzati dagli utenti della rete e possono rappresentare una vera e propria miniera di opportunità per i professionisti e le aziende.

Ma come scegliere in base alle distinte funzionalità di questi due strumenti? Proviamo insieme a metterli a confronto, considerando che per entrambi possiamo scegliere due opzioni: Profilo Utente e Pagina Aziendale (Facebook Fan Page e LinkedIn Company Page).

 

 

Facebook è una piattaforma sociale che consente di connettersi con amici e colleghi, come in un grande “circo” in cui sei tu il presentatore; è sicuramente più diffuso in Italia rispetto a LinkedIn e ciò dà la possibilità di avere un bacino di utenza più ampio (tra l’altro stanno aumentando di recente gli annunci sponsorizzati di agenzie del lavoro e di aziende che cercano nuovo personale). Proprio per questi motivi, è necessario imparare a utilizzare anche il proprio profilo personale in modo professionale, pensando sempre che le informazioni e i contenuti che vengono pubblicati possono diventare materiale utile per l’attività di recruiting: quindi attenzione anche alle impostazioni della privacy!

 

 

LinkedIn è una rete professionale e rappresenta quindi una “vetrina” nella quale è indispensabile mostrarsi con la propria veste migliore. Anche se meno diffuso in Italia, LinkedIn è utilizzato sia dalle piccole imprese che dalle grandi aziende. Le prime hanno in molti casi un’attitudine digital e fanno buon uso della piattaforma per le attività di recruiting, mentre le grandi compagnie hanno un approccio diverso: spesso mantengono una regolare presenza sulla piattaforma per non perdere l’opportunità di partecipare anche a questo canale (e gestire la pagina aziendale) senza sfruttarne a pieno tutte le potenzialità, utilizzandolo con modalità di selezione tradizionali.             

Personal branding su Facebook: pagina o profilo personale?

Le aziende devono essere dove sono le persone. E si sa, oggi 2 miliardi di persone sono su Facebook. La domanda è: vale lo stesso anche per i professionisti? Sicuramente sì, come accennato.

In un mercato dove “ognuno di noi è un brand”, farsi notare e soprattutto valorizzare la propria presenza su Facebook è un tema centrale. Ma è più efficace un profilo personale o una pagina? Come suggerisce Veronica Gentili nel suo blog, “il personal branding rischia di essere un po’ troppo amatoriale, se ci si limita al profilo personale”.

Aprire una pagina permette di avere una presenza “ufficiale” su Facebook e soprattutto di accedere a strumenti di analisi e sponsorizzazione (Facebook Insights e Facebook Ads). Il tutto senza comunque dimenticare il profilo personale: bisogna valorizzarlo e utilizzarlo in linea con la pagina per darle maggiore visibilità.

Certamente avere una pagina non può essere un passatempo. Vanno elaborati strategia e piano editoriale, è necessario fare un investimento continuativo e bisogna costruire la propria community. D’altronde, uno degli obiettivi da sempre dichiarati da Facebook è quello di mettere in relazione le persone. Ecco perché Facebook, oggi, diventa un importante punto di incontro tra il professionista e il suo network.

Personal branding su LinkedIn: potenzialità e risorse

Dalla sua nascita nel 2002, il social network pensato per gestire la sfera professionale ne ha fatta di strada. In pochi anni è passato da trenta milioni di utenti iscritti (2009) a cinquecento milioni (2017), sparsi principalmente fra Stati Uniti, India, Brasile e Regno Unito oltreché nei Paesi Bassi, Francia e Italia.

Creare connessioni è il primo obiettivo degli iscritti a LinkedIn: professionisti alla ricerca di altri professionisti, di colleghi o di futuri collaboratori. In questo, la piattaforma sa bene come aiutarci: consente di creare un curriculum vitae facilmente compilabile e accessibile, con la possibilità di inserire le proprie esperienze formative e lavorative, ma anche di aggiungere file scaricabili.

Apparire al meglio, dimostrare le proprie competenze, accrescere il proprio network lavorativo: queste le più grandi potenzialità della piattaforma, accanto alla possibilità per i recruiter di analizzare non solo i curricula dei candidati, ma anche le loro interazioni social.

Tutto questo è possibile grazie a strumenti come il “consiglio di post altrui” (assimilabile al più noto “mipiace” di Facebook), l’adesione a gruppi e la pubblicazione di articoli: di recente è disponibile l’integrazione con Pulse anche per il pubblico italiano, al fine di consentire pubblicazione e condivisione di propri articoli direttamente tramite la piattaforma di blogging dal contenuto professionale.

Anche l’adesione ai gruppi è uno strumento da non sottovalutare: gli interessi professionali comuni fanno da collante tra i membri che possono condividere propri articoli, discutere e conoscere esperti del settore, colleghi e potenziali datori di lavoro. E, anche in questo caso, è semplicissimo esplorare i gruppi attivi, sapere quali collegamenti sono già iscritti e richiedere l’adesione: ancora una volta, LinkedIn si dimostra un valido alleato nella gestione della sfera professionale.

Personal branding: 12 punti per iniziare

Qualunque piattaforma si scelga, è importante sapere che il personal branding è un insieme coordinato di azioni ed è il punto di intersezione tra competenze, motivazioni, attitudini e bisogni.

Per definire la brand identity, bisogna analizzare se stessi attraverso una serie di azioni mirate:

  • identificare le passioni: perché senza passione non c’è motivazione;
  • verificare le competenze: conoscere i propri limiti per superarli;
  • delimitare i bisogni che queste possono soddisfare, la differenza tra hobby e lavoro;
  • individuare gli obiettivi: cosa si vuole ottenere?
  • guardarsi in giro per analizzare il contesto in cui inserirsi: identificare i reali competitor, scoprire come lavorano e cosa propongono;
  • trovare il giusto target per il brand e chiedersi: chi è la mia buyer personas
  • chiarire la propria USP, unique selling proposition: questa è la mia proposta per te;
  • confezionare il prodotto per renderlo attraente per il proprio target, attraverso nome, colori, tono di voce, stile comunicativo, storia e immagini;
  • creare un sito o blog e trasformarlo nella dimora del brand: accogliente e personale;
  • curare la presenza sui social: interazione e condivisione sono indispensabili;
  • imparare dai più bravi e continuare ad aggiornarsi;
  • ascoltare e monitorare la rete per progettare ogni prossimo passo: mai perdere di vista il piano d’azione.

Parola d’ordine: strategia

LinkedIn nasce quindi come social network professionale, Facebook è invece la piazza pubblica in cui aziende e professionisti hanno imparato a ritagliarsi un proprio spazio. La differenza tra i due canali in termini di intenti e possibilità è davvero enorme, nonostante tendano all’omologazione di alcune funzionalità, come abbiamo visto.

A questo punto, la domanda iniziale si ribalta: non ci chiediamo più quale sia il social giusto per fare personal branding, ma come utilizzare adeguatamente ciascun social al servizio della nostra strategia.

LinkedIn e Facebook offrono entrambi interessanti opportunità a chi vuol fare di se stesso un brand, ma sta al professionista saperle cogliere, declinando e differenziando la comunicazione in funzione di obiettivi ben precisi, di un target profilato a cui rivolgersi, di uno stile narrativo studiato per raccontarsi al meglio.

Per dirla allora con lo stesso tone of voice con cui lo diremmo in “Piazza Facebook”: ‘ndo vai se una strategia non ce l’hai?

 

SQcuola di Blog Classe XI

Elena Janniello

Francesca Galasso

Giulia Lugli Nanni

Silvia Barbieri

Claudio Paciello

Annalisa Garofalo

Veronica Beco

Carolina Azzali

Federica D’Amico

Giuditta De Carlo

Karen Zanier

Luciana Mastrangelo

Martina Nacchio

Roberta Creazzo

 

One thought on “Facebook vs LinkedIn: strategie e canali per il personal branding

  1. Mi piace molto come articolo. E’ chiaro, i vari concetti sono spiegati in maniera limpida e senza fronzoli. Inoltre è interessante perché, per quanto chi è ‘del settore’ sappia che ad ogni social corrisponde un uso e un consumo a sé, per coloro che conoscono le piattaforme e le usano in maniera identica e senza distinzioni.. questo articolo offre un bello spunto di riflessione.

    Complimenti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.