Foodcommunity, foodphotografy, foodlover, foodporn e addirittura foodgasm. Inglesismi a caso? Per gli amanti di Instagram sicuramente no. Si tratta del moderno modo di condividere il cibo, di raccontarlo, di “mangiarlo con gli occhi”.

Eh già, guardare succulente pietanze sui canali social dà reale soddisfazione e a confermarlo non è solo la scienza: #foodporn conta più di 144 milioni di post che, sommati ai 18 milioni di #foodphotography e ai 30 milioni di #foodgasm, diventa la testimonianza dell’aumentata tendenza a rendere il nostro cibo sempre più digitale.

Comunicare significa letteralmente mettere in comune, condividere: un concetto che ha radici molto lontane.

Da sempre, infatti, l’uomo ha avuto la necessità di ricercare e creare forme di espressione specifiche come la poesia, la narrativa, la musica, la scultura, la pittura o la fotografia.

L’uomo è dunque un creatore, ma la sua più grande creazione rimane una: il cibo. Esclusiva necessità nutrizionale nella sua primordiale quotidianità, esso diventa col tempo un piacere fino a diventare addirittura uno degli strumenti fondamentali con il quale esprimere il proprio status symbol. Un esempio? Il vino negato agli schiavi nell’antica Roma o il pane bianco destinato ai ricchi contrapposto al pane di segale destinato ai ceti inferiori nel Medioevo.

Ecco quindi che, con il passare dei secoli, il cibo raccontato nei testi e descritto nelle raffigurazioni diventa il linguaggio con il quale noi oggi riusciamo a capire il lento evolversi delle nostre abitudini alimentari. L’uomo che produce il cibo è anche l’uomo che lo condivide raccontandolo e l’atto di raffigurare il proprio banchetto poteva già essere considerata una pratica molto “social” anche migliaia di anni fa.

E oggi?

Beh, l’uomo è cambiato, i mezzi sono cambiati, i cibi sono cambiati. Quella che è rimasta è la necessità di mettere in comune virtualmente il nostro cibo quasi senza accorgersene. Una condanna? Tutt’altro!

È questo il valore del linguaggio del cibo: dare testimonianza dei cibi e della cucina attuale a una comunità che forse non ne conoscerà mai il sapore, ma che dalle nostre foto e dai nostri racconti potrà capire molto sull’evolversi delle nostre attuali abitudini alimentari.

Il mio consiglio? Non siate passivi e modaioli, ma ricordate: postare foto dei vostri piatti al ristorante o delle vostre tortine appena sfornate potrà, un domani, essere oggetto di studio a prescindere dalla quantità di like!

 

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