In principio c’era la carta. Solchi tracciati sul foglio. Matita, china e gomma pane erano il laboratorio di cucina di ogni disegnatore e il mezzo -unico e solo- di diffusione.

Sono passate diverse tavole inchiostrate sotto i ponti e il panorama di distribuzione e -in parte- produzione del fumetto è mutato, abbracciando le nuove tecnologie e sfruttando a proprio favore il nuovo gigante dei media: internet.

Ma che cosa è cambiato da allora per un fumettista emergente che cerca di diffondere il proprio lavoro a una platea il più vasta possibile?

Se uno Stefano Disegni, un Guido Alberti o un Leo Ortolani (solo per citare alcuni petali di un roseto di eccellenze) hanno raggiunto la celebrità utilizzando i canali tradizionali (Alberti e Disegni hanno firmato la loro collaborazione con riviste ad alta tiratura come TV Sorrisi e Canzoni e Ciak) oggi le opportunità sono cambiate e basta osservare gli ospiti d’onore del Lucca Comics & Games 2013 per accorgersene.

Sto parlando di ZeroCalcare e Don Alemanno, padri dell’omonimo Zero Calcare e di Jenus di Nazareth, i cui stand hanno registrato le code più lunghe e le vendite più consistenti.

ZeroCalcare (all’anagrafe Michele Rech) apre il suo blog a fumetti nel novembre 2011 dopo una gavetta iniziata nel 2001, quando frequentava ancora le scuole superiori. Le sue avventure autobiografiche, manifesto di una generazione nata negli anni ’80 e cresciuta tra tecnologia e icone nerd, vantano oggi un traffico di visite giornaliere che si esprime a tre zeri ed una pagina facebook che sfiora gli 80.000 “mi piace”.

Don Alemanno battezza il suo Jenus nel febbraio 2012. La dirompente forza satirica del personaggio -un Gesù che si muove nelle contraddizioni del cattolicesimo assieme alla fedele pecorella Angius– conquista la rete e i social network in particolare: sono infatti ben oltre 148.000, oggi, gli apprezzamenti della pagina facebook ufficiale.

Calcare e Don Alemanno giocano sullo stesso campo di battaglia ma lanciano i palloni migliori su reti differenti: ZeroCalcare nel suo blog, contenitore ideale per storie a fumetti di media lunghezza, e Don Alemanno nella pagina facebook dove le sintetiche “pillole di Jenus possono esprimere al meglio la propria viralità.

Il fenomeno ha un nome, “webcomics” e vanta tra le sue armi vincenti un abbattimento dei costi di produzione, una maggiore libertà nell’utilizzo di formati (anche sperimentali) e una versatilità tale che lo rende declinabile alle tante facce dell’universo web (siti, strip blog, pagine facebook, ecc …).

Dopo aver disegnato i tratti della posta in gioco non resta che aprire le scommesse: chi saranno i nuovi Calcare/Alemanno del 2014?

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