Sbagliando s’impara? D’accordo, ma gli errori commessi sulla rete possono costare cari in termini di credibilità e reputazione. Ecco quindi 10 cose che il buon blogger NON deve fare: 10 consigli utili sia quando si scrive nel proprio blog che quando ci si propone per un guest post.

1) Le partenze allo sbaraglio/1 (Dove vai se la scaletta non ce l’hai)
Evita i post scritti di getto. Qualche volta può funzionare, ma si rischia sempre di scrivere senza logica e quindi di non risultare comprensibili. Consiglio di comporre una scaletta di ciò che si vuole dire, almeno mentalmente, prima di iniziare a dirlo (o addirittura una trama, visto che si tratta sempre di storytelling. Idem per la pianificazione di tempi d’aggiornamento e contenuti, da stabilire in anticipo per evitare doppioni o vuoti mentali.

2) Le partenze allo sbaraglio/2 (Keywords eccetera: la SEO non morde!)
Non iniziare a scrivere senza avere chiare le keywords: per avere un blog Google friendly vanno scelte subito, inserite nel titolo e nei titoli dei paragrafi, messe in evidenza con il grassetto.
Per la loro scelta, è utile sapere qualcosa di più su come ragionano i motori di ricerca, senza per forza diventare SEO. Te lo assicuro: il SEO copywriting è alla portata di tutti, non solo degli smanettoni informatici (un assaggio sul sito di SEO Jedi, alias Benedetto Motisi).

3) Postare senza rileggere (più e più volte)
Piccola perla di saggezza da recitare come un mantra: “Più l’errore è grande, meno si vede”. Consiglio quindi numerose riletture a caccia di inesattezze, errori grammaticali e semplici refusi. A maggior ragione per i concetti/i contenuti citati: ogni informazione va verificata, una fonte sola non basta.

4) I post logorroici: chi ti legge ha poco tempo (e pazienza)
Chi naviga ti concede pochi secondi della sua attenzione, mentre il suo mouse è già pronto a cliccare altrove: evita i post troppo lunghi e in cui si arriva al succo solo alla fine.

5) I post senz’anima
Altro mantra da ripetersi con costanza: “Se ti annoi a scriverlo, figurati a leggerlo”. Come osserva Ilaria Pierannunzio nel suo corso di web copywriting: “Content is the new black ma… deve esserci sempre un tocco di rosso! Dove per rosso si intendono passione, forza, esplosione vitale, entusiasmo, energia… Tutte cose che fanno la differenza tra un testo scritto bene ed un testo che genera traffico, condivisioni, conversazioni”.

6) La supercazzola prematurata
Il web non è adatto alla scrittura complessa (subordinate su subordinate…), al lessico burocratico, né ad uno stile troppo formale. La prima regola è farsi capire; la seconda è “stiamo parlando a delle persone, non a una commissione d’esame”.

7) Il copia-e-incolla su media differenti
In caso di ufficio stampa/blog aziendale, non utilizzare mai gli stessi contenuti su media differenti (esempio: il comunicato stampa inviato alle redazioni web e copiato tale e quale sul blog aziendale). Questo perché:
a) media diversi esigono stili di scrittura diversi;
b) Google “odia” i testi duplicati e li penalizza.

8) Il furto di contenuti (vietato non citare le fonti)
Non utilizzare mai brani di testo, immagini o altro materiale senza citarne la fonte.

9) L’abbandono del post al suo destino
Il web 2.0 non finisce con la pubblicazione del post: inizia in quel momento! Controlla sempre le conversazioni a cui il tuo post dà vita (ci sono strumenti che ti aiutano a farlo), ringrazia di ogni contributo, rispondi sempre a domande o suggerimenti.

10) Fare lo gnorri (oppure il permaloso)
Sul web i codardi e i permalosi fanno poca strada: mai ignorare/eliminare i commenti negativi, né rispondere con aggressività/polemica. Anche di fronte alla critica più spietata, l’atteggiamento deve essere sempre “Grazie per aver commentato, ma non sono d’accordo con te: ora ti spiego perché…”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *