Sempre più spesso i Musei devono fare i conti con la svolta digital che stiamo vivendo.

Questo vuole dire trovare, negli strumenti social a disposizione, prima di tutto una “certificazione di esistenza”, successivamente nuove forme di partecipazione e di engagement, non tralasciando la possibilità di interagire con blogger, influencer e tutta la schiera  di appassionati dell’arte che non perdono occasione per postare sui propri social, immagini di opere nel mondo, dalle più celebri alle più bizzarre.

Se non sei sui social non esisti. Eh, già…nuova veste al vecchio assunto “non si può non comunicare”: la presenza sui social per i Musei italiani dalle Alpi allo Stretto di Messina è davvero fondamentale. Non basta essere presenti però, occorre sviluppare uno stile personale di comunicazione e nuove e avvincenti strategie.

Abbiamo voluto raggruppare alcuni tra i casi più interessanti di Musei e Istituzioni culturali italiane in ironiche (ma non troppo) categorie secondo il nostro personale punto di vista e modalità di analisi.  Siete pronti ad inoltrarvi nella lettura?

I più virtuosi

La Galleria Nazionale di Roma
La rinascita della Galleria Nazionale di Roma, grazie alla nuova direttrice Cristiana Collu, passa, anche attraverso i social, con messaggi declinati in maniera diversa (per fortuna!) sui vari account ufficiali. Spicca il lavoro svolto su Instagram con iniziative di forte engagement che spingono il pubblico ad interagire e partecipare alla costruzione del palinsesto dei contenuti. Per esempio come è accaduto per la mostra “Museum Beauty Contest” dell’artista Paco Cao: un vero e proprio concorso di bellezza ‘tra opere d’arte’dove il pubblico aveva la possibilità di votare esclusivamente on-line, senza dimenticare il coinvolgimento attivo dello staff del Museo al gran completo nella fase di selezione delle opere. Tricky e clever è anche trovare il brand ambassador giusto, che la Galleria Nazionale ha individuato in Erica Firpo, giornalista e blogger americana di stanza a Roma. Gruppi organizzati di instagramers, guidati da Erica, si incontrano alla scoperta fotografica di ogni angolo della Galleria, al grido (e hashtag) di battaglia #EmptyLaGalleriaNazionale. (http://lagallerianazionale.com/emptylagallerianazionale/).

La community segue e apprezza!

I pionieri

Nella categoria “pionieri” non possiamo non citare il caso della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Guidati dal social media manager e ufficio stampa Silvio Salvo hanno puntato su una strategia che ha mandato in frantumi il vecchio modo di comunicare, fatto di informazioni pratiche e notizie sulle mostre e artisti, virando a dei contenuti ironici e molto aderenti alla realtà contemporanea. Come? Attingendo dal mondo più pop (nell’accezione di popolare) della tv, cinema, serie tv, musica e cronaca: qualcosa di inedito che ha provocato un effetto di straniamento capace di trasformarsi in sorriso o risata, o di far corrugare le fronti dei più scettici. Molto interessante la recente intervista rilasciata da Silvio Salvo su Artribune.
Saluti al Maestro Jedi, i più scaltri capiranno!

I redivivi

Una bella rispolverata ai social se l’è data recentemente il Palazzo Reale di Napoli, antica sede della famiglia borbonica collocato nel salotto della città (Piazza del Plebiscito). Soffermiamoci sull’account Twitter e notiamo che negli ultimi mesi ha twittato, retwittato, coinvolto, interagito, collaborato con il suo pubblico, con le iniziative internazionali (es. Museum Week) e con il network degli addetti ai lavori. Infatti il Museo può attingere a piene mani dai vari stakeholder e da numerose possibilità che la rete offre partecipando ad eventi internazionali che generano parecchio traffico. Tutto ciò avviene sotto lo sguardo sorridente del Mibact che lancia i suoi contest mensili a suon di hashtag e topic prescelti (a novembre è stato lanciato il non tanto rincuorante “follia nell’arte” http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/visualizza_asset.html_445790006.html) e il benestare di iniziative, quali, solo per citarne alcune: Invasioni digitali, Ask a Curator Day, e la già citata Museum Week che in Italia e all’estero puntano i riflettori sui beni culturali, patrimoniali e artistici.

Piacere, sono Il Signor Museo in persona!

La cosa più bella, da Twitter addicted, è quando il Museo, sì, proprio il Signor Museo in persona, risponde ai miei tweet, domande, osservazioni e commenti in quei risicati, eppure efficaci, 140 caratteri. Sapere che dall’altra parte c’è un Museo che apre le sue porte e i suoi tweet al pubblico mi fa sentire a casa. Ciò accade sempre con il Museo Madre di Napoli , per esempio, praticamente un vecchio amico per tutti noi.

Sarebbe troppo lungo elencare tutti i Musei e Istituzioni culturali che si stanno dando da fare in area digital.

Allora, per non scontentare nessuno (ma non vi assicuriamo di riuscirci), citeremo quello che a nostro avviso rappresenta il meglio delle esperienze che abbiamo la fortuna di osservare, ovvero:

il Museo del 900 di Milano per la sua strategia ‘visitatore  – centrica’ e  l’approfondimento dedicato alle singole opere in collezione e ai progetti del museo, che ne fanno un museo vivo e da vivere.

Il Mart di Rovereto per l’attenta costruzione della strategia di comunicazione on-line a partire dal sito fino all’ampio mix di canali social attivi e capaci di dialogare in maniera costruttiva con il pubblico del Museo.

il MAN di Nuoro per l’attenzione alla narrazione degli eventi.

il Museo Egizio di Torino per continuare a far rivivere lo splendore di una civiltà nell’era moderna attraverso i social coinvolgendo il pubblico attraverso incontri con studiosi ed esperti e laboratori per grandi e bambini, e mantenendo un costante e fruttuoso rapporto con le istituzioni della città che si occupano di contemporaneo.

E ora un po’ di bibliografia. Proliferano le piattaforme, i workshop, le associazioni, le blogger che si stanno dedicando all’argomento. Ne segnaliamo alcuni:

MUSEO VENTUNO – Una piattaforma di ricerca sui musei del Ventunesimo secolo

TRAVELONART – Blog di arte contemporanea e viaggio

INVASIONI DIGITALI – Una settimana di eventi digitali nei luoghi del Patrimonio

SVEGLIA MUSEO – Progetto sperimentale per “svegliare” i Musei italiani

I MUSEI ALLA SVOLTA POST DIGITAL – Workshop di 2 giorni tenutosi recentemente a Torino in occasione di “Artissima”

Avere e curare gli account social di un Museo non è solo un esercizio di stile, ma una strategia e una buona pratica capace di dare personalità fisica e simbolica al Museo, di avvicinare nuovo pubblico composto soprattutto da giovani, e di rendere un Museo/Galleria/Fondazione luoghi da vivere, agorà dove andare per trovare un pezzo di mondo e costruire un dialogo tra passato, presente e futuro (umano e digitale).

 

Articolo di Manuela Contino e Laura Galloppo, Wunderbar Cultural Projects*

 

*WUNDERBAR Cultural Projects è un’associazione culturale nata dalla condivisione di intenti di 5 professioniste del mondo della creatività, dell’arte e della cultura: 2 artiste visive, 2 project manager culturali, 1 graphic designer. Progettiamo e realizziamo attività sostenibili, che possano avere un impatto di innovazione sociale sul territorio attraverso l’offerta e l’utilizzo di metodologie basate su strumenti culturali, creatività e partecipazione. Wunderbar crede in una precisa linea di pensiero che vede l’Arte, la Cultura e l’Educazione come importanti strumenti di conoscenza e di ricognizione del presente in cui viviamo.

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